il rating del programma di Renzo Tondo

Più contenuto nelle dimensioni (una trentina di pagine), più sbrigativamente sommativo fin nella strutturazione e nella frettolosità dell’editing (un esempio per tutti: pp. 21-22 "Le donne sono per le istituzioni dei soggetti essenziali di nuove politiche: noi vogliamo promuovere la conciliazione tra lavoro e famiglia, l’autonomia a livello di reti sociali, l’innovazione e la creatività per un nuovo sviluppo, la nuova imprenditorialità, ecc.ecc. e dunque dobbiamo far perno sulle donne": far perno sulle donne? surreale…), presentato con una decina di giorni di ritardo sul competitore (per il noto e faticoso percorso di definizione del candidato Presidente), il programma di Renzo Tondo patisce soprattutto, rispetto al programma di Intesa Democratica (che pur si presenta a chiaroscuri, come abbiamo già notato), di una minor sostanza e della mancanza mancanza di un’architettura che lo motivi (elemento che dovrebbe esserespecificamente politico), a meno che non la si voglia (con parecchia buona volontà) identificare in alcuni spunti polemici che ne caratterizzano il lessico e, soprattutto, la parte iniziale.

Anche per il programma di Tondo, procediamo ad una sintesi dei contenuti, secondo come essi vengono presentati, e, poi, al rating sulla base delle linee guida che Polisnaonis si è dato.

Il programma si apre con un manifesto dei valori all’insegna del concetto di identità culturale della Regione: si enuncia con forza che essa ha le sue radici nel cristianesimo e si afferma la valenza della famiglia naturale come pilastro della società. La sussidiarietà di una "Regione amica", che non regola tutto, è la base del rapporto tra cittadino e istituzioni, in un quadro che premi qualità e merito.

Si passa quindi ai singoli capitoli del programma:

a) Per una nuova Regione- riduzione delle spese, impegno (polemico) a far entrare in Giunta consiglieri eletti, decentramento amministrativo e privatizzazioni sono i punti salienti;

b) Attuare il federalismo- riduzione e poi annullamento dell’IRAP, agevolazioni per la riduzione dell’ICI, un riequilibrio dei poteri a livello locale (riduzione dell’autonomia dei Sindaci, par di capire) e superamento delle circoscrizioni sono cardini della sezione;

c) Sicurezza- si afferma il pericolo costituito dagli immigrati irregolari e si propone una riforma delle Polizie locali, con la crezione di un Corpo Regionale di Polizia locale presieduto dal Presidente della Regione; si fa esplicito riferimento all’impiego (ma senz’armi) di volontari e all’incentivazione di alcune misure di sicurezza familiare (ad esempio le porte blindate);

d) Competitività e sviluppo sostenibile- un po’ di tutto, qui: il sostegno all’aumento dei consumi, le agevolazioni per l’apertura delle imprese, la relazione tra Università e scuole superiori col mondo produttivo, importanza del turismo, la negazione di nuove concessioni per la grande distribuzione, la limitazione delle aperture domenicali degli esercizi commerciali, un piano per l’energia;

e) Gestione e trasformazione del territorio- trovano qui spazio: abrogazione o revisione della l.r. 5/2007 (quella che sta ridisegnando la materia urbanistica ed edilizia); procedure particolari e più semplici per le "grandi trasformazioni"; corridoio 5, viabilità, nuovi termovalorizzatori e discariche;

f) Persona e capitale umano-   

  • scuola e formazione: si afferma l’intervento per la parità scolastica con una nuova legge sull’istruzione; si propone lo studio, nelle scuole dell’obbligo, della storia del Friuli Venezia Giulia e si fa riferimento al "reclutamento regionalmente (sic) degli insegnanti"; si ribadisce quanto già detto su Università scuole superiori e mondo produttivo;
  • cultura: la Regione darà spazio alle Province, nell’intento della valorizzazione delle pluralità;
  • politiche di genere:aiuto alle donne con incentivi nella flessibilità lavorativa;
  • immigrazione: si parte dalla affermazione che in Italia ci siano più immigrati di quanti siano sostenibili, e che si deve fare una nuova legge per l’immigrazione, visto che "le azioni attuate sin qui dalla Regione sono assistenzialiste e clientelari e costrituiscono una presa in giro per la popolazione autoctona e per quella immigrata" (sic!);

g) Famiglia, salute e qualità della vita:

  • famiglia: una serie d’iniziative per nidi, casa, convenzioni, con l’impegno a investire in quest’ambito subilo l’1% della spesa corrente;
  • sanità: centralità del livello locale, del distretto, investimenti (con richiesta di maggiori fondi dallo Stato) e abbattimento delle liste d’attesa;
  • situazioni di bisogno: sussidiarietà, ma non redditi minimi di cittadinanza.

ED ORA…IL RATING DI POLISNAONIS

AMBIENTE E SOSTENIBILITA’

  • sostenibilità economicaPraticamente nessun parametro di riferimento, né un disegno di percorso; c’è l’aiuto all’imprenditorialità, c’è un riferimento ai consumi, c’è qualche privatizzazione e l’incentivo al piccolo commercio. Il voto è 5 e mezzo;
  • sostenibilità sociale – Dalla famiglia pilastro (specie se è la donna a stare a casa), al controllo dell’immigrazione, alla sussidiarietà e al volontariato piuttosto del reddito di cittadinanza. I riferimenti culturali della proposta sono davvero eterogenei, voto 4;
  • sostenibilità ambientaleRispetto dell’ambiente, ma anche termovalorizzatori e discariche, con qualche cenno sul riciclaggio. Pochetto, e vago: voto 4 e mezzo;

FORMAZIONE

  • sviluppo di infrastrutture (edifici, ma anche banda larga e wireless…)  – Argomento eluso. Voto 3;
  • sostegno al talento e alle eccellenze  – pur con l’affermazione nel "Manifesto" sull’importanza delle qualità, l’argomento non ha corso: voto 3;
  • strategie relative al sistema scolastico e formativo nell’ottica della formazione permanente lungo tutta la vita Le idee qui sono: parità scolastica, pari dignità tra i vari percorsi formativi superiori, rapporto Università-produzione. Di longlife learning, niente. Degli insegnanti si dice relativamente alla selezione, non alla formazione e all’aggiornamento. Anche a non voler infierire, voto 4;

INFORMAZIONE e TRASPARENZA

  • chiarezza comunicativa  – Generici propositi di semplificazione. Voto: 5;
  • trasparenza delle procedure  – Argomento sostanzialmente eluso. Voto: 4;
  • limpidezza dei processi di selezioneAll’esordio polemico sulle consulenze, non seguono poi indicazioni alternative. Voto: 4 e mezzo.

POLITICHE SOCIALI

  • Politica della famiglia   La famiglia (naturale, beninteso, e fondata sul matrimonio) viene definita il perno della società, e si indicano in termini generali alcuni tipi d’intervento, e  convenzioni. Senza voler discutere del fondamento iniziale, resta anche qui la vaghezza della sostanza. Voto: 5;
  • Politiche per la qualità della vita (intendendo qui anche la sicurezza…)  – Aiuto agli anziani, sussidiarietà e volonariato; sulla sicurezza una serie di proposte, come quella del Corpo Regionale di Polizia comandato dal Presidente della Regione, che lasciano almeno perplessi. Voto 4;
  • Politiche per la sanità – E’ la parte più curata del programma, basata su un principio "localistico" e sulla previsione dell’aumento della spesa, con qualche indicazione anche su linee guida d’attenzione. Voto 6;
  • Politiche nella società multiculturale – Qui la multiculturalità va intesa in senso localistico, anche se l’affermazione iniziale del manifesto parla di una "identità regionale". Sull’immigrazione, la visione è formalmente legalistica. Voto: 5.
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