I libri di Polisnaonis: Tommaso Cerno, “L’ingorgo”

Quattrocento pagine documentate con pazienza e attenzione, ed intriganti come una trama romanzesca: questo è L’ingorgo, il libro di Tommaso Cerno, giornalista del Messaggero Veneto, uscito da qualche settimana per l’editore udinese Ribis.

Cerno narra le vicende politiche della Regione Friuli Venezia Giulia partendo dal suo primo Presidente, per arrivare alle dimissioni di Riccardo Illy del mese scorso.  E’ così che si dipanano davanti al lettore le condizioni del "patto non scritto" delle origini, per le quali la Regione stava a Trieste edil Presidente era udinese; la sostanziale distanza dei primi Presidenti dal mondo dell’imprenditoria; la svolta del terremoto del 1976; la trasformazione delle relazioni della politica a partire dai tempi di Biasutti; l’irresistibile ascesa della Lega Nord ed i precari Presidenti susseguitisi tra il 1993 ed il 1998; la prima ascesa e la caduta di Tondo; l’arrivo dei Visitors romani e la campagna elettorale della Guerra nel 2003; il ruolo di Cecotti nel successo di Illy in quell’anno; le abili tessiture di Ferruccio Saro; le lotte intestine nella Lega Nord; il riaffacciarsi del tema dell’autonomismo e gli snodi di fronte ai quali la Regione si trova per il futuro…

In questo libro davvero si riconosce la preziosa capacità del giornalista di razza: legato alle esigenze del quotidiano, si fa largo nella ridda di riunioni e riunioncine nei più svariati e tipici locali, per intravvedere i fili di una narrazione che fornisce coerenza all’insieme. Il giornalista che segue le vicende politiche di una comunità diventa davvero una memoria storica, confermando così, in tempi grami per la categoria, la vocazione di una professione, a parere di chi scrive, non surrogabile.

Ed oltre a tutto questo rimane il campionario umano dei protagonisti dell’arena politica, instancabili strateghi o tattici, con visioni talora di corto, talora di lungimirante respiro: tutti, dice il recensore naoniano, restituiti comunque nella loro tonalità umana, ma anche nella dimensione del ruolo negoziale e mediatorio della politica: anche questo non surrogabile; per quanto si vuole spurio e criticabile sia.

Insomma: un libro ben scritto, da leggere e da meditare, anche in chiave naoniana: per capire quali siano le ragioni della marginalità pordenonese non tanto nei personaggi, ma nel  discorso della politica regionale, la cui lingua avviata dalla declinazione del "patto non scritto" richiede anche la forza di nuove grammatiche.

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